Time Out di Flavio Tranquillo

Non è un lavoro da poco quello portato a termine da Flavio Tranquillo con il suo Time Out, fatica letteraria uscita per ADD Editore, che narra in modo giornalisticamente impeccabile l’epopea della Mens Sana Siena 1871.

Una squadra definita come “la Juventus della pallacanestro”, in modo indubbiamente erroneo, perché sottintendente la sudditanza che esiste e resiste nel nostro paese rispetto al Dio Calcio. Infatti la Mens Sana Siena 1871 non può recitar altro che il ruolo di sé stessa nella storia dello sport nazionale, non fosse altro che per gli otto scudetti vinti, le cinque coppe Italia conquistate, quelle sette supercoppe Italiane (che rappresentano un record) e la singola coppa Saporta nell’arco di un periodo che va dal 2002 al 2014. Un dominio sportivo che ha trasformato la squadra di una realtà provinciale (ma profondamente identitaria) in una corrazzata proiettata verso il tetto più alto di Europa, pur non riuscendo mai ad alzare al cielo quell’Eurolega maledetta nonostante differenti viaggi alle Final Four dedicate.

Poi è arrivato il fallimento (con consequenziale modifica di quel palmares sopra riportato, decisamente decimato da una serie di revoche), la rifondazione e la rinascita sportiva, per effetto quell’inchiesta Time Out da cui prende il titolo il libro. Il fatto che gli anni d’oro del basket senese siano coincisi con la sponsorizzazione diretta da parte della Banca Monte dei Paschi – contemporaneamente con la scalata di Ferdinando Minucci alla guida del tutto – rendono questo lavoro un’opera storicamente rilevante, non solo a livello sportivo, pur tratteggiando un percorso all’interno del quale è possibile trovar similitudini e trarre morali, per destini societari analoghi in ambito nazionale.

Tutto questo a discrezione del lettore, in base alla volontaria analisi del materiale riportato in modo indiscutibile dallo stesso Tranquillo, che ricostruisce le vicende cronologicamente, facendo magistralmente uso di dichiarazioni, atti processuali ed articoli di giornale, alternandoli con l’evoluzione dei successi sul campo della squadra senese.

Del resto, Flavio Tranquillo è nome (e voce) indispensabile se pensiamo alla pallacanestro vissuta mediante il media televisivo, almeno nell’ultimo ventennio ed oltre. Parte del nucleo storico fondante l’avventura Tele+ a partire dal 1991 (oggi Sky Sport), Flavio è attualmente la voce più autorevole riconducibile al mondo della Nba Statunitense, seguendo per anni – anche quegli anni – le evoluzioni del basket nazionale.

Circa 300 pagine (che per ammissione dell’autore sarebbero potute essere almeno il doppio), capaci di evidenziare le contraddizioni ed i pericoli che possono celarsi dietro al rapporto tra finanza e sport, partendo dai bilanci societari, dal monte stipendi, dai lati oscuri che continuavano ad ingigantirsi negli anni, pur restando  – per una ragione prettamente “di sistema” – invisibili agli occhi. Almeno fino ad un certo punto.

Quel momento di non ritorno in cui tutto ha iniziato a sgretolarsi, privando una città innamorata del Gioco e della sua squadra, incapace oggi di riuscire a scindere le differenti componenti della vicenda per darsi una spiegazione, per mettersi in pace con il passato, per accettare i due scudetti e le due coppe Italia revocate. Anche a distanza di anni, dopo faticose e complesse ripartenze societarie che ancora non sono riuscite a restituire alla città la massima serie nazionale.

Dietro all’epopea Senese non solo troviamo strutture già sportivamente conosciute per destini simili, ma incontriamo personaggi tristemente famosi anche a livello politico e finanziario, come (suo malgrado) il povero David Rossi “caduto” misteriosamente da una finestra quando le cose iniziavano ad andare più che male per la Banca Monte dei Paschi, oppure l’ex direttore generale Giuseppe Mussari.

Time Out sarà un libro indispensabile nella rilettura e nella ricostruzione futura delle vicende finanziarie che hanno riguardato una delle banche più influenti del paese, con i suoi collegamenti intestini con la politica cittadina e nazionale ed i cosiddetti “poteri forti”, o quantomeno oscuri. È un lavoro che nasce come focalizzato sul mondo della pallacanestro italiana (anche questo carico di contraddizioni e limiti che non riescono a ricondurlo a splendori oramai passati), ma che sarà destinato ad essere studiato, apprezzato e letto anche a livelli differenti, già in un futuro prossimo, quando sulla vicenda della banca senese sarà il caso di fare il punto della situazione, con la dovuta distanza temporale dai fatti.

Questo è il pregio principale dell’opera giornalisticamente ineccepibile di Tranquillo: un lavoro “super partes” basato sulla narrazione di fatti acclarati, un “atto di autocritica e, soprattutto, un atto di rispetto per l’enorme parte sana dello sport”, come conclude lui stesso. Ricostruendo un passato per cambiare il futuro – come il giornalista sottolinea in fase di prefazione del lavoro – cercando di guardare all’epopea senese superando il valore di imprese sportive meritatamente conquistate sul campo, per quanto  – nel labirintico mondo di un’inchiesta tanto ramificata, quanto complessa – da amanti della pallacanestro sia naturale cedere “alla voglia di rifugiarsi sotto canestro, in quella magica oasi che è il parquet”.

Ma stavolta non si può, non sarebbe giusto, soprattutto in nome di quel giorno in cui tante dinamiche cambieranno, restituendo il valore che uno sport tanto entusiasmante come la pallacanestro, merita.

Ora, non sono certo di poter prevedere quando tutto questo avverrà – quando torneremo ad apprezzare un movimento sportivo economicamente sano, strutturalmente coerente  e finalmente godibile per la sua essenza – ma quando (e se accadrà), le dinamiche determinanti saranno necessariamente passate dall’inestimabile valore di questo libro.

 

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